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Stomaco e piede

Una relazione funzionale tra sistema viscerale, postura e muscoli dell’arco plantare

Quando si parla di problematiche allo stomaco, raramente si pensa ai piedi.
Eppure, osservando il corpo attraverso una lente neurofisiologica, posturale e olistica, emerge una relazione sorprendentemente coerente tra funzione gastrica, piede piatto e specifici disequilibri muscolari dell’arco plantare.

In particolare, alcuni pattern ricorrenti mostrano:

  • piede piatto o pronato funzionale

  • debolezza dei muscoli flessore e abduttore dell’alluce

  • ipercontrazione dei peronieri, soprattutto il peroniero lungo

Vediamo perché questa relazione non è casuale.


1. Stomaco e riflessi somato-viscerali

Dal punto di vista neurofisiologico, lo stomaco è innervato da:

  • nervo vago (parasimpatico)

  • sistema simpatico toracico (T5–T9)

Queste aree spinali sono coinvolte in riflessi viscero-somatici, capaci di modificare:

  • il tono muscolare

  • la coordinazione posturale

  • la qualità del controllo motorio distale

Il piede, in particolare, è uno dei principali sensori posturali del corpo.
Quando la funzione gastrica è disturbata (digestione lenta, iperacidità, gastrite funzionale, stress cronico), il sistema nervoso centrale può redistribuire la tensione verso la periferia, alterando il tono dei muscoli fini di stabilizzazione.


2. Catene miofasciali e perdita del sostegno profondo

Secondo i modelli delle catene miofasciali (Myers, Busquet, GDS), lo stomaco è funzionalmente collegato alla Linea Profonda Anteriore, che comprende:

  • diaframma

  • psoas

  • adduttori

  • muscoli intrinseci del piede

  • flessore lungo dell’alluce

Questa linea è responsabile del sostegno interno del corpo.

Quando la funzione gastrica è compromessa:

  • la linea profonda perde tono

  • il sostegno interno diminuisce

  • l’arco plantare mediale tende a cedere

Il piede piatto, in molti casi, non è quindi solo un problema meccanico, ma l’espressione di una perdita di integrazione profonda.


3. Il ruolo chiave dell’alluce

Nella kinesiologia applicata e nel Touch for Health, il ruolo dell’alluce è centrale.

Flessore dell’alluce

È associato alla capacità di:

  • “afferrare” il suolo

  • integrare il carico

  • sostenere il passo

La sua debolezza è spesso collegata a difficoltà di assimilazione, non solo fisica ma anche funzionale.


Abduttore dell’alluce

È uno dei principali muscoli di sostegno dell’arco plantare mediale e svolge un ruolo fondamentale nella stabilità interna del piede.

È un muscolo profondamente legato alla capacità di:

  • mantenere il contatto con il suolo

  • sostenere il peso in modo centrato

  • adattarsi senza collassare

La sua ipotonia è frequentemente associata a:

  • perdita di sostegno dell’arco

  • piede piatto funzionale

  • sovraccarico dei muscoli laterali, in particolare dei peronieri

In una lettura integrata, la debolezza dell’abduttore dell’alluce riflette una difficoltà nel sostenersi dall’interno, con una conseguente attivazione compensatoria dei sistemi di controllo laterali.


4. Peronieri ipertonici: il compenso laterale

Il peroniero lungo è uno dei principali muscoli di compenso del piede.

Quando il sistema profondo non riesce più a sostenere l’arco:

  • il peroniero lungo entra in iperattività

  • tenta di stabilizzare dall’esterno ciò che non è più sostenuto dall’interno

Dal punto di vista funzionale, l’ipertono dei peronieri indica:

  • adattamento forzato

  • iper-controllo

  • risposta difensiva a un’instabilità interna

In altre parole:
lo stomaco “non tiene” → il piede cerca di tenere al posto suo.


5. Integrazione con Ayurveda e Medicina Tradizionale Cinese

Ayurveda

Lo stomaco è governato da Agni, il fuoco digestivo.

Un Agni instabile:

  • genera disordine di Vata

  • porta instabilità, dispersione e perdita di sostegno

Il piede piatto riflette questa perdita di struttura interna, mentre la contrazione dei peronieri rappresenta il tentativo di compensare dall’esterno.


Medicina Tradizionale Cinese

Stomaco e Milza:

  • governano la trasformazione del nutrimento

  • sostengono carne, tono e stabilità

La zona mediale del piede è territorio della Milza.
Quando questa funzione è indebolita:

  • l’arco cede

  • compaiono pesantezza e instabilità

  • il carico si sposta lateralmente (meridiano della Vescica Biliare → peronieri)


6. Un pattern ricorrente, non una coincidenza

Questo insieme di segni è frequente in persone che presentano:

  • disturbi digestivi funzionali

  • iperattività mentale

  • difficoltà a “sentire il centro”

  • forte adattamento alle richieste esterne

Il corpo racconta una storia chiara:

  • il sostegno profondo viene meno

  • il sistema cerca stabilità attraverso il controllo

  • il piede diventa il luogo della compensazione


7. La chiave della riflessologia plantare: quando l’anatomia incontra la mappa viscerale

Un’ulteriore conferma di questa relazione arriva dalla riflessologia plantare, in particolare dalle mappe classiche di Fitzgerald.

Secondo queste mappe, il punto riflesso dello stomaco è localizzato nella zona mediale del piede, in prossimità dell’arco plantare e dell’area dell’alluce.
Ed è proprio qui che troviamo un dato estremamente interessante: il punto riflesso dello stomaco coincide con l’area di inserzione di tre muscoli chiave coinvolti nel pattern descritto:

  • flessore dell’alluce

  • abduttore dell’alluce

  • peroniero lungo (tramite la sua azione sull’arco mediale)

Questa sovrapposizione non è solo simbolica, ma funzionale.
La riflessologia suggerisce che una stimolazione o una sofferenza viscerale possa manifestarsi come:

  • alterazione di tono muscolare locale

  • perdita di sostegno dell’arco

  • iperattività compensatoria dei muscoli laterali

In altre parole, la zona riflessa dello stomaco non è solo un’area cutanea, ma un vero e proprio snodo tra visceri, muscoli e postura.

Dal punto di vista clinico, questo spiega perché:

  • il trattamento riflessologico del punto stomaco può modificare il tono del piede

  • il lavoro miofasciale sull’arco mediale può influenzare la funzione digestiva

  • una tensione persistente in quest’area può essere l’espressione di un adattamento viscerale cronico

La riflessologia, quindi, non aggiunge un’interpretazione astratta, ma rafforza e conferma ciò che emerge dall’anatomia funzionale, dalla kinesiologia e dalle catene miofasciali:
il piede racconta ciò che lo stomaco vive.


Conclusione

La relazione tra stomaco e piede non è simbolica né casuale.
È una relazione funzionale, osservabile, testabile e coerente attraverso diversi modelli di lettura del corpo.

Intervenire solo sul piede, senza considerare la funzione viscerale, significa spesso trattare il sintomo e non la causa.

Un approccio realmente integrato invita invece a:

  • ascoltare il linguaggio del corpo

  • riconoscere i compensi

  • ripristinare il sostegno dall’interno, prima di correggere l’esterno


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